giovedì 12 gennaio 2012

Sviluppo della relazione madre-figlio


L’etologo Harlow nel 1959, dimostrò che un cucciolo di scimmia, potendo scegliere se ricevere il biberon da una mamma-scimmia di metallo o da una ricoperta di pelliccia, preferiva decisamente la seconda, ed era di quest’ultima che ricercava il contatto fisico nelle situazioni di paura. 

Da questo esperimento derivarono diversi studi che misero in discussione l'idea freudiana dove solo le pulsioni di sopravvivenza, sessualità, distruttive regolano la vita psichica.
L’intuizione che vi sia una naturale propensione alla ricerca di esperienze interpersonali ed affettive che accompagnano il soddisfacimento dei bisogni primari si fece strada anche nel panorama della psicoanalisi; essa, emancipandosi dalle idee del suo fondatore, attraverso gli studi di Bowlby e con la nascita del filone della psicoanalisi delle relazioni oggettuali, iniziò a valorizzare la relazione madre-bambino, così intrisa di affetti e di fisicità, attraverso la quale si attua lo sviluppo dell’individuo. 

Per il neonato la fisicità ha un ruolo prioritario: il bambino si percepisce come un corpo vivente, con i propri bisogni ed emozioni, in costante contatto con il corpo della madre.
                                                                                                                                                   (Per approfondire)

martedì 10 gennaio 2012

L'abbraccio nei sogni

Normalmente quando diamo una definizione di abbraccio tendiamo a descriverlo con espressioni positive come " gesto affettuoso fatto cingendo qualcuno con le braccia; espressione figurata di saluto amichevole...", tuttavia, paradossalmente, nei sogni le cose funzionano al contrario. L'abbraccio, infatti, (come il bacio) non ha spesso un significato positivo ma indica la necessità di tener ferme con le proprie braccia una situazione o una persona che si avvertono come sfuggevoli. In questa azione si riversano tutte le nostre paure, gelosie quando invece nella realtà, molto spesso, l'abbraccio serve a calmarle.
Nello specifico, nel sogno:
  •  se si viene abbracciati da persone intime affettivamente significa che bisogna trovare il coraggio per affrontare una situazione difficile. 
  • Abbracciare uno sconosciuto rimanda a delusioni negli affari o nella vita privata. 
  • Abbracciare il partner con distacco evidenzia incomprensione.
  • Abbracciare un amante richiama liti e infelicità.
  • Abbracciare un amico segnala la rottura di un'amicizia.
Ciò nonostante,questi significati sono da prendere con le "pinze". I sogni sono una realtà misteriosa che, pur essendo stata studiata nel corso del tempo da molti importanti psicologi, non si è ancora in grado di definire a pieno il loro significato data l'impossibilità di accedervi direttamente. Inoltre possono subentrare variabili come lo stress, stato fisico ecc. che condizionano molti dei nostri sogni.
Raggiungere una buona conoscenza di noi stessi, del nostro corpo può aiutarci a capire i misteri che celano dietro la nostra psiche, in quanto essi potrebbero offrirci un valido sostegno per vivere a pieno e in felicità la vita di tutti i giorni.





martedì 3 gennaio 2012

Il ruolo del padre

Nei post che ho trattato finora, ho sempre focalizzato la mia attenzione sul rapporto tra madre e figlio.
Ma che posto occupa il padre? E' una figura estranea nelle prime fasi della vita del neonato o assume una posizione importante sin da subito?
Esistono poche ricerche in  materia dal momento che ci si concentra soprattutto sul ruolo sociale del padre e lo si colloca all'interno della relazione in età successiva a quella neonatale.
Un tempo, infatti, la donna aveva il compito di mettere "al" mondo il figlio e il padre quello di metterlo "nel" mondo. Il padre era, in un certo senso, la figura forte che insegnava al figlio a vivere nella società.
Tuttavia oggi le cose sono cambiate: il mantenimento economico della famiglia è nella coppia e sia la madre che il padre devono partecipare in egual misura alla crescita dei figli.
Contrariamente a quello che si pensa, perciò, il padre riveste un'importante funzione nei primi anni di vita del bambino: egli sostiene la relazione madre-figlio grazie al suo modo di essere una "presenza" in famiglia. La funzione paterna ha il ruolo di sostegno alla maternità. 
La figura del padre è significativa, essenziale e preziosa in altre parole:

"il padre non è semplicemente la luce che illumina la diade madre-bambino ma è, assieme a loro, l'essenza di un quadro in cui ogni singola parte ha senso solo in relazione alle altre."




(Per maggiori informazioni ecco un link che ho trovato interessante sulla Funzione paterna)






venerdì 30 dicembre 2011

Le sensazioni del neonato: LA VISTA

Quando guardiamo un bambino appena nato sorge spontaneo porsi dentro di noi una domanda: come mi vedrà? Cosa percepirà di me questa piccola creatura?
Solitamente si pensa che i bimbi in grembo materno non siano in grado di percepire stimoli visivi, in realtà sono già sensibili alla luce.Alla nascita il neonato vede tutto ciò che lo circonda perché la sua retina è in grado di catturare le immagini; queste però non possono essere elaborate ed interpretate dal cervello per cui il bebè, pur vedendo correttamente, non è in grado di riconoscere o di capire quello che vede, e perciò di fatto è come se non vedesse.
Dopo 15 giorni, gli occhi del neonato riescono a mettere a fuoco oggetti situati a 20-25 centimetri dagli occhi, che corrisponde alla distanza dal viso della mamma quando lo allatta.

Dopo 2-3 mesi,il bebè, aiutato anche dal fatto che è capace di ruotare la testa, è in grado di seguire persone ed oggetti in movimento.
Tutto questo processo dovrebbe raggiungere il massimo della stabilità ed efficienza al compimento del secondo anno di vita, quando il bambino ha ottenuto un'acutezza visiva che raggiunge i dieci decimi e migliorato la coordinazione dei centri cerebrali che controllano i movimenti oculari.

giovedì 29 dicembre 2011

Le sensazioni del neonato: il GUSTO


Essere amanti o meno del cibo dipende dal legame che il bambino sviluppo con l'oggetto buono. Questo è quello che Melanie Klein afferma a proposito del legame che il bambino costruisce con il seno materno.


Tuttavia possiamo affermare che le sensazioni gustative sono forse quelle che meno interessano il neonato dal momento che per lui l’importante è soprattutto nutrirsi.
Il gusto si sviluppa poco a poco, e già nel periodo dello svezzamento la mamma è in grado di intuire quali sono le preferenze del bimbo.
Solitamente tutti i piccoli amano il latte, i biscotti, lo zucchero e il pane… qualche problema con il gusto e quindi con i vari cibi, il neonato lo evidenzia al momento delle prime pappe: compito della mamma è comprendere quali alimenti il piccolo ama e quali altri invece non sopporta, tenendo presente che il gusto di un bambino, nel primo anno di vita, cambia di frequente.
Inoltre è necessario prestare attenzione ai problemi d'intolleranza che sono molto frequenti tra i più piccini. Una corretta alimentazione permette al bambino di crescere sano e in forze. Educare il proprio figlio al gusto, offrendogli il più vasto assortimento di cibo, è molto importante: il piacere del cibo, il gusto collegato a ogni alimento permette di vivere i pasti come momenti piacevoli da condividere con le persone che si amano.

mercoledì 28 dicembre 2011

Le sensazioni del neonato: L’UDITO

 "Tutto ciò che serve è intorno a noi, basta saper Ascoltare"


Di solito siamo tutti enormemente infastiditi quando parliamo e non siamo ascoltati. Ascoltare, per quanto può sembrare banale, è un'attività che richiede impegno, attenzione, pazienza.
"Tutti sanno sentire, ma pochi sanno ascoltare".
Questa citazione è, a mio parere, particolarmente illuminante. Noi tutti possediamo l'udito tuttavia non è semplice servirsi di quest'ultimo come strumento di conoscenza. Inoltre nel linguaggio comune solitamente utilizziamo il verbo "sentire" in molti ambiti: sento le emozioni, gli odori, il mio corpo; forse utilizziamo questo verbo perché dentro di noi sappiamo che non possediamo solo due orecchie fisiche, visibili a tutti, ma possediamo altre orecchie interne delle quali non siamo consapevoli. 
Quando pensiamo all'udito la prima cosa che ci viene in mente è la musica.
La musica è vibrazione, sentimento, un insieme di note che energeticamente formano un tutt’uno armonico. Alcuni studi affermano che già nel pancione i bambini sono in grado di sentire le vibrazioni provenienti dal mondo esterno. Tutto ciò è fantastico poiché possiamo capire che i bambini appena nati sono in grado di sentire i rumori ma soprattutto di riconoscere la voce della mamma, infatti, già dalle prime settimane di vita, dimostrano di "sentire" la voce dei genitori voltandosi verso di loro quando gli parlano.


Quando viene cullato con una ninna nanna, il neonato percepisce di essere al sicuro e sente che la mamma, attraverso la sua voce, lo guiderà anche nei suoi sogni, senza abbandonarlo.

Le sensazioni del neonato: L’OLFATTO

Nella vita di tutti giorni siamo abituati ad osservare tutto quello che ci circonda tramite la vista. Gli occhi rappresentano uno strumento fondamentale e indispensabile per compiere anche le più semplici azioni quotidiane. A volte però tendiamo a dimenticare che possediamo altri sensi, altrettanto importanti, che ci permettono di acquisire una visione più completa del mondo. Se ci affidassimo solo alla vista, ad esempio, vedremmo che molte persone differiscono da noi per il colore della pelle e non sentiremmo ad esempio quanto i loro abbracci siano calorosi e simili ai nostri, quanto le loro parole siano melodiose e piene di messaggi di Amore e Comprensione. Se ci fermassimo alla vista, non riusciremmo ad ascoltare il canto degli uccelli, la freschezza della neve appena caduta, il calore di una carezza che fa urlare di gioia il Cuore. Tutte queste sensazioni molto spesso sono percepite passivamente perché difficilmente assumono lo stesso potere di un'immagine; eppure quando eravamo in grembo di nostra madre, rappresentavano la nostra vita.  
Se ci pensiamo, l'olfatto del neonato può essere considerato un esempio di incredibile istintività: è il senso che permette al piccolo di riconoscere il capezzolo materno, il quale rappresenta per lui una fonte di piacere e nutrizione.
Si può addirittura affermare che l'olfatto è più sviluppato nei neonati che nei bambini più grandi poiché riveste una funzione "guida" nel riconoscimento del seno materno.
Dagli studi compiuti fino ad ora, non si è in grado di capire se l'olfatto sia già attivo nel bambino prima della nascita; tuttavia è certo che esso cominci a funzionare bene già al secondo giorno di vita ed è di enorme aiuto per il piccolo.
Persino l’odore della pelle della mamma riveste una grande importanza per questa piccola creatura: sentendo la dolcezza del suo odore il neonato è come se si sentisse finalmente a casa e al sicuro.  

Come interpreti l'abbraccio?

Quanti abbracci dai al giorno?

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io e i miei fratelli da piccoli :)