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martedì 17 gennaio 2012

"Se ti abbraccio non sei più solo"

Ieri sera, prima di abbandonarmi nel dolce mondo dei sogni, ho letto un passo interessante.
La relazione tra madre e figlio, il contatto che si crea e si coltiva attraverso i semplici gesti quotidiani, a mio parere, non poteva essere espresso in modo migliore.
Credo che non ci sia niente di più bello di abbandonarsi nelle braccia di un'altra persona: abbattendo tutte le nostre difese, ci lasciamo cullare da qualcuno che ci proteggerà.

"Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unico», spiegò la mamma, «e anch’io sono unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono più sola».
«Allora abbracciami», disse Ben stringendosi alla mamma.
Lei lo tenne stretto a sé. Sentiva il cuore di Ben che batteva. Anche Ben sentiva il cuore della mamma e l’abbracciò forte forte.
«Adesso non sono solo», pensò mentre l’abbracciava, «adesso non sono solo. Adesso non sono solo».
«Vedi», gli sussurrò mamma, «proprio per questo hanno inventato l’abbraccio»."
                                       David Grossman, L’abbraccio
   
Questo frammento di racconto non necessita spigazioni. La madre rappresenta il punto di riferimento per il figlio, il suo universo. Il legame che si instaura fra i due è talmente profondo che va oltre i limiti razionali e difficilmente si riesce a spiegare. Tuttavia, dire che una cosa è difficile da spiegare non significa che non si provino emozioni al riguardo. Forse proprio il fatto che le sensazioni, emozioni non trovino una descrizione concreta nella nostra vita, le viviamo come un tesoro speciale perchè solo noi abbiamo la chiave per capirlo.

mercoledì 7 dicembre 2011

Holding

Nel legame tra madre e figlio, Winnicott definisce "holding" come la capacità della madre di fungere da contenitore delle angosce del bambino. La madre istintivamente sa quando intervenire per dare amore al neonato e quando, invece, deve mettersi da parte perchè non c'è bisogno di lei.
Il principio alla base dell’holding è il contatto fisico che unisce non solo i corpi ma anche le menti: madre e figlio diventano un tutt'uno, condividono un momento intensamente emotivo, personale e intimo.
La mamma parla al bambino con tono sereno,lo stringe, lo accarezza, lo guarda e fa in modo di essere guardata. Il bambino può urlare o piangere ma la mamma gli comunica che questi sentimenti sono accettati e accolti.
Questo metodo è molto utile dal momento che può essere usato per affrontare le crisi di rabbia e i “capricci“ molto frequenti nei bambini piccoli. Quest'ultimi, non avendo ancora acquisito la capacità di comunicare, esprimono le loro emozioni attraverso gesti di rabbia che molto spesso vengono fraintesi dai genitori. I genitori tendono ad allontanare i bambini e invece, ad esempio, se stessero tra le braccia della madre potrebbero calmarsi e inoltre si rafforzerebbe il legame di attaccamento.
L'holding si svolge, perciò, attraverso parole, sguardi e abbracci  che aiutano il bambino ad acquisire una maggiore fiducia in se stesso, serenità ma soprattutto lo aiutano a mettere le basi per costruire la propria personalità.  


"La nascita non termina il giorno in cui vieni al mondo, quel giorno è solo l'inizio: il giorno in cui hai lasciato il ventre di tua madre, non sei nato, hai iniziato a nascere."
Osho

venerdì 18 novembre 2011

Questo è il mio primo post

 In questo blog parlerò della relazione tra madre e figlio che avviene nei primi anni di vita del bambino (0-3 anni). Focalizzerò la mia attenzione sul significato dell'abbraccio.Perchè proprio l'abbraccio?
Fin da piccoli, i neonati registrano una naturale propensione verso le esperienze interpersonali e affettive. Durante questo periodo risulta molto importante il costante contatto fisico con la madre perchè è considerato un aspetto fondamentale per la sicurezza e sviluppo dell'individuo.
Per questo motivo i gesti del noenato sono caricati di un forte potere comunicativo, dal momento che non può esprimersi attraverso la parola.
Un semplice abbraccio può nascondere moltissimi profondi significati e forse il compito più difficile è arrivare a esserne consapevoli.

Un abbraccio vuol dire “tu non sei una minaccia.
Non ho paura di starti così vicino.
Posso rilassarmi, sentirmi a casa.
Sono protetto, e qualcuno mi comprende”.
La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero,
guadagnamo un giorno di vita.
Paulo Coelho

Come interpreti l'abbraccio?

Quanti abbracci dai al giorno?

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io e i miei fratelli da piccoli :)